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BUONO ARTE E CULTURA

Concetto per un nuovo modello di sostenimento dell’arte e della cultura,
basato sul principio della democrazia di base.

di
Gino Tavernini
 
 
 
Cari amici e colleghi,

in allegato troverete l’esposizione di un nuovo modello per il sostenimento e la promozione dell’arte e della cultura.
Lo sviluppo di questo nuovo modello nasce dal rendersi conto che il mercato dell’arte non è in grado di garantire agli artisti/e di poter vivere dei loro lavori.
La quantità di artisti/e non è mai stata così elevata come ultimamente. In questo numeroso gruppo ci sono poi diversi artisti/e di ottima qualità che non riescono però ad affermarsi sul mercato dell’arte, per svariati motivi.
Uno di questi può essere ad esempio l’invendibilità dei lavori, causa la mancanza di un prodotto finale “vendibile”. Il mercato dell’arte ha infatti, i suoi interessi, le sue leggi e dinamiche. 
Di conseguenza solo un certo numero di artisti/e è in grado di vivere dei propri lavori.
Indipendentemente quindi da un concetto di qualità dall’artista, si può affermare che la dimensione tradizionale del mercato dell’arte e la dimensione della concessione di diverse forme di borse di studio, si rivolge solo ad una minoranza degli artisti. Il fatto che solo un ristretto numero di artisti/e riesca ad affermarsi, è quindi legato alla natura delle cose. Praticamente si crea un numero chiuso.
 
Partendo da questa situazione nasce la necessità di creare modelli alternativi che siano in grado d’integrare i seguenti aspetti:
 
- Possibilità migliori affinché una quantità superiore di artisti/e possano continuare ad esercitare la loro professione indipendentemente dal fatto che i lavori siano tradizionali o moderni.
- Nuova concezione del rapporto artista-interessati.
- Creare un’unità d’interessi fra gli artisti delle varie discipline (arte visive, musica, letteratura etc.) coinvolgendo inoltre anche dei galleristi, direttori di musei, editori, istituzioni culturali e circoli.
- Riconoscere al singolo cittadino il diritto di scegliere individualmente quale forma d’arte e cultura desideri sostenere e promuovere, introducendo quindi, un concetto di democrazia di base nella dimensione del consumo dell’arte e della sovvenzione della cultura. 
- Invogliare chi s’interessa d’arte e di cultura ad acquistare prodotti originali con conseguente rispetto dei diritti d’autore.
 
 
Tutti questi aspetti potrebbero essere realizzati introducendo un buono arte e cultura.
 
 
 

 

Buono arte e cultura
 
 
Questo modello mira a riconoscere al singolo cittadino, il diritto di scegliere individualmente quale forma d’arte e cultura desidera sostenere e promuovere, introducendo quindi un concetto di democrazia di base nella dimensione del consumo dell’arte e della sovvenzione della cultura. 
 
La base di questo modello consiste in un buono arte e cultura. Ossia: ogni singolo cittadino ha diritto ad una somma di denaro da usare per usi connessi all’arte e alla cultura.
Non si tratta di un regalo dello stato bensì di una parte di denaro che il cittadino paga con le sue tasse.
 
Queste sono le caratteristiche:
Una percentuale delle tasse dovute dai singoli cittadini, dalle ditte e dalle aziende rimane al contribuente affinché costui possa usare questi denari, esclusivamente per il consumo dell’arte e della cultura. 
 
Questa percentuale può anche accumularsi annualmente fino ad un certo periodo di anni. Ad esempio fino a 5 anni.
Indipendentemente dalla somma annuale o dall’accumulo effettuato, il contribuente può usare questi fondi per l’acquisto di opere d’arte o per il consumo di cultura.
La persona singola o la ditta interessata all’arte può ad esempio acquistare dagli artisti stessi o dalle gallerie delle opere d’arte, può inoltre anche pagare delle retribuzioni agli artisti/e che non propongono opere materiali come ad esempio, performance o concerti.
 
In base alla fattura, l’agenzia delle entrate, rimborsa poi a coloro che hanno acquistato dell’arte, i denari che hanno speso.

Esempio pratico:
Un contribuente paga 4.000 € di tasse annuali. Il 4% di questa somma è messa a disposizione per l’arte e la cultura. Il contribuente può decidere se accumularla o usarla subito.
(4% è una percentuale fittizia, probabilmente un tasso proporzionale sarebbe più adeguato)
Quindi il contribuente avrebbe a disposizione 160 € annuali, per il consumo di arte o cultura. Qualora questo opti per un accumulo, dopo 5 anni avrebbe 800 € a disposizione per l’acquisto d’arte.
L’agenzia delle entrate rimborserebbe la somma equivalente in base alla fattura rilasciata dall’artista o dalla galleria. Qualora l’opera d’arte fosse più cara di 800 € la differenza dovrebbe essere compensata dal contribuente privatamente.
 
Questo denaro potrebbe però esser speso annualmente anche per altri scopi culturali.
Il consumatore d’arte e cultura potrebbe usare questi fondi per l’abbonamento ad un teatro, museo, o altre istituzioni o circoli di carattere esclusivamente artistico, musicale, letterario o culturale in generale.
Se il contribuente non intende usare il buono arte e cultura a lui riconosciuto, terminato il periodo di accumulo i fondi passano allo stato e sono usati per altri scopi culturali.
 
 
Tutte le altre forme di sovvenzionamento di carattere artistico e culturale verrebbero cancellate.
 
 
Vantaggi del modello
 
- Questo modello propone un’indipendenza dagli elementi selettivi, esistenti attualmente nella dimensione dell’arte. Concede infatti ad ogni singolo artista, la possibilità d’operare di sua iniziativa nell’ambiente in cui vive cercando di costruirsi un „mercato personale “. L’artista riscopre una sua sovranità, può pubblicizzare personalmente il proprio lavoro e cercare d’ottenere il buono arte e cultura delle persone della sua realtà.
- Il buono arte e cultura non si limita però al solo scambio “opera d’arte-denaro”, esso permette anche la possibilità di pagare oneri ad artisti per l’esecuzione di performance artistiche. Questo significa il riconoscimento dell’opera artistica immateriale e dell’identità artistica dell’artista. 
- Ogni cittadino può scegliere individualmente (democrazia di base) quale forma d’arte desidera acquistare o quale forma di cultura desidera sostenere e promuovere. Così facendo prende parte individualmente ai processi della dimensione dell’arte e della cultura. Diventa parte attiva di un dibattito artistico/culturale e ha la possibilità di gestire personalmente un processo di progressione e di sviluppo nel campo dell’arte e della cultura.  
- Si sviluppa un dinamismo società-arte/cultura.
- Subentra una dinamica nel rapporto tra l’artista e a persona interessata all’arte e alla cultura.
- Non solo gli artisti e le gallerie d’arte ci guadagnerebbero ma anche le altre istituzioni. Queste, infatti, potrebbero anch’esse pubblicizzare il proprio lavoro culturale e cercare d’ottenere i buoni arte e cultura dei visitatori, con abbonamenti o iniziative simili.
- Queste forme di mercato d’arte e di pagamento di retribuzioni, sarebbero completamente legali e lo stato riavrebbe indietro una parte del denaro in base alla vigente tassazione. 
- La possibilità d’acquistare arte e cultura ufficialmente creerebbe un disinteresse verso la pirateria dei prodotti artistici coperti da diritti d’autore.
 
 
Punti da chiarire
 
- Onde evitare abusi dovrebbe esistere una forma di certificazione che comprovi che le persone e le istituzioni che ricevono i buoni arte e cultura siano veramente artisti e, rispettivamente, istituzioni culturali.
- Il buono arte e cultura potrebbe essere esteso anche al consumo di musica, letteratura, film, teatro ecc. In qual modo queste discipline possano essere integrate sarebbe compito di ulteriori analisi e approfondimenti.
 
 
Questa è solo una bozza del concetto. Per completare e sviluppare i dettagli del modello sarebbe necessario istituire un gruppo di lavoro misto, con personalità dell’arte della cultura e dell’economia.
 
 
 
 
 © Gino Tavernini 2002/2014




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